Pipettamento di campioni in provette al banco di preparazione

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Sviluppo e validazione di metodi analitici

Studi di fattibilità, ottimizzazione, sviluppo e validazione: dal segnale al metodo che regge l’audit.

Pipettamento di campioni al banco di preparazione

Un metodo analitico è un percorso. Prima si verifica che la misura sia possibile sulla vostra matrice, poi il metodo viene ottimizzato, validato in conformità alla ISO/IEC 17025 e trasferito alle persone che lo utilizzeranno ogni giorno. DaSP accompagna il laboratorio lungo tutto il percorso.

  • 457 metodi analitici sviluppati presso laboratori italiani
  • 229 studi di fattibilità
  • Validazione secondo ISO/IEC 17025, documentata in un dossier

Cosa facciamo

Studio di fattibilità

Prima di investire, la risposta a una domanda: questo analita, in questa matrice, a questo limite, si misura? Prove sul sistema, dati alla mano, esito scritto.

Ottimizzazione delle metodiche

Un metodo che esiste già ma rende poco: tempi lunghi, picchi che si sporcano, limiti non raggiunti. Si interviene su preparazione del campione, cromatografia e parametri della sorgente.

Sviluppo del metodo

Dalla scelta della colonna e degli eluenti alle transizioni MRM, fino al protocollo scritto: il metodo nasce sul sistema del laboratorio e con i suoi campioni.

Validazione e trasferimento

Linearità, limiti di rivelabilità e di quantificazione, selettività, precisione, esattezza: le prove che ISO/IEC 17025 richiede, raccolte in un dossier. Poi il trasferimento alle persone e la formazione.

Dal segnale al metodo validato

Quattro parametri di validazione, letti su dati reali. Ogni figura mostra cosa si verifica e perché.

  1. Linearità

    Il primo parametro: il segnale cresce con la concentrazione in modo lineare su tutto l’intervallo di lavoro. Il coefficiente di determinazione lo misura.

    Retta di taratura

    Linearità: retta di taratura dell’omocisteina, rapporto di area su rapporto di concentrazione, r² = 0,991Dati: SCIEX, materiale applicativo ufficiale
    Retta di taratura lineare con i punti sperimentali e il coefficiente r² pari a 0,991

    Linearità: retta di taratura dell’omocisteina, rapporto di area su rapporto di concentrazione, r² = 0,991 · Dati: SCIEX, materiale applicativo ufficiale

  2. Intervallo di lavoro e limite di quantificazione

    Il bianco dice quanto rumore c’è. Il livello più basso che si distingue dal rumore con la precisione richiesta è il limite di quantificazione (LOQ); il più alto chiude l’intervallo di lavoro.

    XIC · serie di taratura

    Intervallo di lavoro: vitamina A da 0,76 a 3,76 µmol/L e vitamina E da 6,76 a 44,20 µmol/L, con il bianco in evidenzaDati: SCIEX, materiale applicativo ufficiale
    Serie di sei cromatogrammi per la vitamina A e sei per la vitamina E, dal bianco al livello di taratura più alto

    Intervallo di lavoro: vitamina A da 0,76 a 3,76 µmol/L e vitamina E da 6,76 a 44,20 µmol/L, con il bianco in evidenza · Dati: SCIEX, materiale applicativo ufficiale

  3. Selettività

    Due molecole con la stessa massa e le stesse transizioni si distinguono solo se la cromatografia le separa. Qui l’epimero esce nove secondi dopo il composto principale.

    XIC · MRM

    Selettività: 25-OH-vitamina D3 e 3-epi-25-OH-vitamina D3 separati cromatograficamente, a 3,62 e 3,77 minutiDati: SCIEX, materiale applicativo ufficiale
    Cromatogramma con i picchi separati della 25-OH-vitamina D3, del suo epimero e della 25-OH-vitamina D2

    Selettività: 25-OH-vitamina D3 e 3-epi-25-OH-vitamina D3 separati cromatograficamente, a 3,62 e 3,77 minuti · Dati: SCIEX, materiale applicativo ufficiale

  4. Verifica al limite

    Al livello più basso il picco deve restare un picco: si verificano il rapporto segnale/rumore e la ripetibilità dell’area, con l’ingrandimento che mostra cosa c’è sotto.

    XIC · MRM

    Verifica al limite: 24,25-diidrossivitamina D3, 1,25-diidrossivitamina D3 e 1,25-diidrossivitamina D2, tutte a 5 pg/mL, con ingrandimento sui picchi minoriDati: SCIEX, materiale applicativo ufficiale
    Cromatogramma dei metaboliti della vitamina D a 5 pg/mL, con riquadro ingrandito sui picchi più bassi

    Verifica al limite: 24,25-diidrossivitamina D3, 1,25-diidrossivitamina D3 e 1,25-diidrossivitamina D2, tutte a 5 pg/mL, con ingrandimento sui picchi minori · Dati: SCIEX, materiale applicativo ufficiale

Analista al banco con un dispositivo portatile

Come lavoriamo

Il metodo nasce dove verrà usato: sul sistema del laboratorio, con i suoi campioni e le sue matrici.

  • Un referente unico, dallo studio di fattibilità al trasferimento.
  • Ogni passaggio documentato: il dossier nasce mentre si lavora, non alla fine.
  • Le persone del laboratorio partecipano allo sviluppo, così il metodo resta loro.

Cosa ricevete

  • Il protocollo del metodo, scritto per chi lo eseguirà
  • Il dossier di validazione con le prove richieste da ISO/IEC 17025
  • Il trasferimento del metodo sul vostro sistema
  • La formazione delle persone che lo useranno

Le domande che ci fanno

Quanto dura uno studio di fattibilità?

Dipende dall’analita e dalla matrice. Lo studio si chiude con un esito scritto: si misura o no, a quale limite, con quale preparazione. Da lì si decide se sviluppare il metodo.

Abbiamo già un metodo, ma non passa la validazione

È il caso più frequente. Si parte dai dati che avete: spesso il problema è nella preparazione del campione o nell’effetto matrice, non nello strumento. L’ottimizzazione precede la validazione.

Il metodo poi resta nostro?

Sì. Protocollo, parametri e dossier sono del laboratorio, e le persone vengono formate per usarlo e mantenerlo.

Il metodo è validato: ora serve un sistema qualità che lo tenga in vita. Per l’accreditamento e la formazione delle persone c’è la tappa Crescere.

Raccontate la vostra sfida analitica

Analita, matrice, limite da rispettare, strumento disponibile: bastano queste quattro righe per iniziare.